Questo 15 Aprile 2008 è il primo giorno di vita di questo blog ed è al tempo stesso un giorno triste. Non è nelle mie intenzioni indirizzare questo spazio alla politica – anzi la storia insegna che quando l’arte si contamina con la politica (molto spesso) fa del male a se stessa – eppure non si può fare a meno di riferire pur brevemente di quanto è accaduto ieri per ragioni che dirò a breve.
Un ciclo particolarmente infelice e sofferto ma breve si è chiuso; un altro s’è aperto, indubbiamente peggiore soprattutto perché sappiamo tutti che durerà a lungo. Fosse stato solo un problema “politico” avrei volentieri fatto a meno di scriverne; ritengo, invece, si tratti di un problema che scava più a fondo di quel che lascia a vedere, affonda le sue vigorose radici nei costumi, nella vita etica, morale e comportamentale della nostra società. È bastato un uomo “per tutte le stagioni”, uno di quelli per cui ogni aggettivo va bene, uno di quelli con il delirio di onnipotenza, uno di quelli che sanno come travestire la bugia da verità e viceversa. È bastato un uomo così a ribaltare un modello di società – quella italiana e democristiana – da cattolico, morale, pudico, ma in fondo onesto (pur con le numerosissime eccezioni) a volgare, affarista, orfano di valori, individualista, che esalta la fierezza e l’ostentazione dell’ignoranza, la morte cererbrale, i cattivi pensieri, l’odio, il cinismo, la scaltrezza senza regole, l’immoralità e finanche il cattivo gusto.
Questo 15 Aprile è una data storica aldilà del risultato politico. A partire da oggi non avrà più senso dibattere con coloro che (non) hanno deciso di aderire a quel modello perché manca in essi la disponibilità ad assumere un atteggiamento di apertura e rispetto nei confronti del proprio interlocutore. Non ci resterà che zittire, cercare di passare inosservati, occultare anche le ultime tracce d’indignazione, per non soccombere alle risatine ottuse che vengono indirizzate alle nostre “preoccupazioni estetiche e civili”.
E allora lasciamo che una parte del Paese sprofondi, e così una parte di noi. Chissà che dopo la morte ci attenda una rinascita…